Turandot, scheda dell’opera

turandot

Figurino di Turandot per la prima rappresentazione del 1926 (dal Libretto a pag 24).

TITOLO:  Turandot.
LIBRETTO: Giuseppe Adami e Renato Simoni.
MUSICA: Giacomo Puccini (dopo la sua morte, il finale fu completato da Franco Alfano).
GENERE: dramma lirico in tre atti e cinque quadri.
FONTI LETTERARIE: Turandotte , fiaba teatrale di Carlo Gozzi. 
PERSONAGGI:

  • Turandot, principessa (soprano)
  • Altoum, suo padre, imperatore della Cina (tenore)
  • Timur, re tartaro spodestato (basso)
  • Calaf, il Principe Ignoto, suo figlio (tenore)
  • Liú, giovane schiava, guida di Timur (soprano)
  • Ping, Gran Cancelliere (baritono)
  • Pang, Gran Provveditore (tenore)
  • Pong, Gran Cuciniere (tenore)
  • Un Mandarino (baritono)
  • Il Principe di Persia (tenore)
  • Il Boia (Pu-Tin-Pao) (comparsa)
  • Guardie imperiali, servi del boia, ragazzi, Sacerdoti, Mandarini, Dignitari, gli otto sapienti, ancelle di Turandot, soldati, portabandiera, Ombre dei morti, folla

LUOGO: A Pechino, al tempo delle favole.
LINGUA: italiano.
PRIMA RAPPRESENTAZIONE: 25 aprile 1926 al Teatro alla Scala di Milano, sotto la direzione di Arturo Toscanini.
PAROLE CHIAVE: Morte – Vita – Amore – Freddezza – Sacrificio – Luna – Maschile – Femminile – Bellezza – Favola – Enigma – Purezza –  Vendetta – Esilio – Sangue – Rifiuto – Offerta – Potere – Mistero.

Riassunto:

A Pechino, al tempo delle favole, vive Turandot, bellissima principessa dal cuore di ghiaccio. Molti principi chiedono la sua mano, ma la principessa sottopone tutti ad una terribile prova: devono risolvere tre enigmi molto difficili; se non ci riescono, il boia taglia loro la testa. Il principe Calaf, figlio del re dei Tartari, a Pechino incontra casualmente suo padre Timur, arrivato lì dopo un lungo esilio; con lui c’è anche la fedele schiava Liù. Il principe, per non correre rischi, raccomanda loro di tenere segreta la sua identità. Calaf rimane talmente affascinato da Turandot da voler tentare a sua volta la prova degli enigmi; i dignitari imperiali Ping, Pong e Pang lo sconsigliano vivamente dal compiere un’impresa così rischiosa; anche il padre e Liù lo supplicano di rinunciare, ma il principe non sente ragioni. Il giorno seguente Calaf riesce a risolvere tutti gli enigmi di Turandot. Non vuole tuttavia sposarla contro la sua volontà, perciò le offre una scappatoia: se lei riuscirà a indovinare il suo nome prima dell’alba, potrà condannarlo a morte. Turandot ordina che nessuno quella notte deve dormire a Pechino: le sue guardie bussano di porta in porta per farsi dire il nome del principe straniero. Alla fine trovano Timur e Liù, e li conducono di fronte a Turandot; Liù canta il suo amore segreto per il principe e poi, per paura di lasciarsi sfuggire il suo nome sotto tortura, si uccide con una spada. Mentre tutti piangono la sua morte, Calaf, rimasto solo con Turandot, la affronta con fermezza, finché con un bacio non riesce finalmente  a sciogliere il suo cuore di ghiaccio. Ormai è l’alba del nuovo giorno quando Calaf le rivela il suo nome, mettendo la sua vita nelle sue mani. Davanti all’imperatore suo padre e alla folla esultante, Turandot dichiara che il nome dello straniero è ‘Amore’, e lo abbraccia.

Vedi anche:

Vedi l’opera completa:

‘Turandot’ nella città proibita di Pechino (1998).
Interpreti:
Turandot: Giovanna Casolla;
Liù: Barbara Frittoli;
Calaf: Sergej Larin;
Timur: Carlo Colombara;
Altoum: Aldo Bottion;
Ping: Jose Fardilha
Pong: Carlo Allemano;
Pang: Francesco Piccoli.

Regia: Zhang Yimou.
Direttore : Zubin Mehta

 

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Curiosità e approfondimenti:

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