Opera: Madama Butterfly
Musica: Giacomo Puccini
Libretto: Giuseppe Giacosa e Luigi Illica.
[Scena finale dell’Atto 2]
Il coro a bocca chiusa avviene a chiusura del secondo atto, quando Butterfly si nasconde dietro lo soshi (un paravento scorrevole) e rimane in vigile attesa di Pinkerton, insieme a suo figlio e a Suzuki. Ha anche praticato tre forellini sul paravento: uno per se stessa, uno per il bambino e uno per Suzuki, così tutti possono osservare non visti.
il coro a bocca chiusa ha l’intento di rappresentare la silenziosa e quieta attesa, carica di speranza, in cui è immersa Butterfly; i suoi pensieri si armonizzano con delle voci misteriose (forse gli spiriti della notte?); vive questi momenti con il cuore felice e speranzoso, pregustando l’incontro di cui ormai si sente sicura.
Purtroppo la sua attesa sarà vana: tutta la notte passerà, ma Pinkerton non arriverà.
Puccini teneva molto a questa scena dell’attesa di Butterfly, che era anche quella che più lo aveva colpito nello spettacolo teatrale di Belasco, che aveva avuto modo di vedere a Londra.
Le note di questa melodia vengono anticipate in una scena precedente, quella in cui Sharpless legge a Butterfly la lettera di Pinkerton; il mio parere personale è che in entrambi i casi questa melodia voglia esprimere il senso di ‘felice attesa’; anche quando Sharpless inizia la lettura della lettera, inizialmente Butterfly non sta nella pelle dalla contentezza, fa fatica a stare in silenzio, poi finalmente si calma e ascolta ogni parola, gustando particolarmente quelle più affettuose.