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Le nozze di Figaro – Mozart – Scheda dell’opera

TITOLO: Le nozze di Figaro
LIBRETTO: Lorenzo Da Ponte
MUSICA: Wolfgang Amadeus Mozart
FONTE LETTERARIA: La folle journée ou Le Mariage de Figaro di Beaumarchais
GENERE: commedia per musica, opera buffa
ATTI: 4
DURATA: circa 3 ore

le nozze di Figaro, opera lirica di mozart. 
L'immagine ritrae il Conte che parla con Susanna, mentre Cherubino ascolta nascosto

PERSONAGGI:

  • Conte di Almaviva, (baritono )
  • Contessa di Almaviva, sua moglie ( soprano )
  • Susanna, la sua cameriera , promessa sposa di Figaro (soprano)
  • Figaro, fido del Conte (basso)
  • Cherubino, paggio del Conte (mezzosoprano en travesti )
  • Marcellina, governante (mezzosoprano)
  • Bartolo, medico di Siviglia ( basso )
  • Basilio, maestro di musica ( tenore )
  • Don Curzio, Giudice (tenore)
  • Antonio, giardiniere del Conte e zio di Susanna (basso)
  • Barbarina, sua figlia (soprano)
  • Coro di paesani, di villanelle e di vari ordini di persone

LUOGO: Siviglia, nel Castello del Conte di Almaviva
EPOCA D’AMBIENTAZIONE: 1770 (circa), qualche anno dopo i fatti narrati ne ‘Il Barbiere di Siviglia’.
LINGUA: italiano.
PRIMA RAPPRESENTAZIONE: 1º maggio 1786 al Burgtheater di Vienna

TEMI CHIAVE:
amore – tradimento – inganno – travestimento – agnizione – equivoci – astuzia – potere – seduzione – gelosia

La storia in breve:

A Siviglia il Conte d’Almaviva cerca di sedurre Susanna, la cameriera di sua moglie; le due donne lo contrastano ricorrendo all’aiuto dell’astuto Figaro, servo del Conte e promesso sposo di Susanna. Figaro elabora due piani principali: 1. far credere al Conte che la Contessa sua moglie abbia un amante, in modo da farlo ingelosire e distrarlo; 2. farlo adescare da un paggio travestito da Susanna, in modo che poi la moglie lo sorprenda in flagrante e lo faccia pentire delle sue azioni.
Ci saranno vari contrattempi, equivoci, incomprensioni e gelosie, ma alla fine tutte le coppie ritroveranno la giusta armonia.

Le più belle arie delle Nozze di Figaro:

Ouverture

(Atto 1)

  1. Cinque… dieci… venti… – duetto Susanna – Figaro
  2. Se vuol ballare, signor Contino – cavatina di Figaro
  3. Via resti servita, madama brillante – duetto Susanna – Marcellina
  4. Non so più cosa son, cosa faccio – aria di Cherubino
  5. Cosa sento! tosto andate – Terzetto Susanna – Conte – Basilio
  6. Non più andrai, farfallone amoroso – Figaro

(Atto 2)

  1. Porgi amor qualche ristoro – cavatina della Contessa
  2. Voi che sapete che cosa è amor – aria di Cherubino
  3. Esci omai, garzon malnato – Susanna, Contessa, Marcellina, Basilio, Conte, Antonio, Bartolo, Figaro

(Atto 3)

  1. Crudele! perché finora farmi languir così? – duetto Susanna – Conte
  2. Hai già vinta la causa – Vedrò mentr’io sospiro – Conte
  3. Riconosci in questo amplesso – Susanna, Marcellina, Don Curzio, Conte, Bartolo, Figaro
  4. Dove sono i bei momenti – aria della Contessa
  5. Canzonetta sull’aria… Che soave zeffiretto – Susanna, Contessa

(Atto 4)

  1. L’ho perduta… me meschina – aria di Barbarina
  2. Aprite un po’ quegl’occhi – Figaro
  3. Deh vieni non tardar – Susanna
  4. Pian pianin le andrò più presso – Susanna, Contessa, Barbarina, Cherubino, Marcellina, Basilio, Conte, Antonio, Figaro, Bartolo

Superando censure e divieti

Secondo le Memorie di Da Ponte, fu proprio Mozart a voler comporre un’opera tratta da Le nozze di Figaro; la commedia di Beaumarchais però era stata censurata in Austria perché metteva in scena conflitti di classe, e l’imperatore Giuseppe II l’aveva giudicata pericolosa perché criticava la nobiltà.
Sempre Da Ponte di essere riuscito ad ottenere il permesso dell’Imperatore promettendogli che nella versione in musica sarebbero state tolte le parti più esplicitamente politiche.
Non era affatto semplice volgere in musica una commedia tanto complicata come quella di Beamarchais, ma Da Ponte in sei settimane fece un gran lavoro di semplificazione: abbreviò da cinque a quattro atti, ridusse i personaggi, ma rispettò la trama raccontando le vicende amorose in un italiano poetico e musicale. Mozart ne fu entusiasta: il risultato fu la prima delle tre grandi collaborazioni tra i due autori, seguita da Don Giovanni e Così fan tutte.
Un altro divieto con cui si scontrarono Mozart e Da Ponte fu quello che impediva di rappresentare balli in scena, sempre imposto dall’imperatore; nel finale del terzo atto era prevista proprio una scena di ballo che sarebbe stato un vero peccato togliere; perciò gli autori invitarono l’imperatore ad assistere alle prove, e durante quella scena gli interpreti si misero a danzare in silenzio; l’imperatore lo trovò assurdo, e ordinò subito che fosse inserita la musica.

Una svolta nel teatro d’opera

Con Le nozze di Figaro Mozart e Da Ponte crearono una nuova forma di “dramma per musica” in cui la narrazione non si interrompe nei recitativi, ma scorre con naturalezza negli insiemi vocali e nei grandi finali d’atto. Il finale del secondo atto, con la sua durata di oltre venti minuti, è considerato uno dei più straordinari esempi di costruzione teatrale e musicale mai scritti: otto personaggi si alternano e si intrecciano in un flusso continuo di emozioni e tensioni che si risolvono con equilibrio perfetto.

Mozart adatta magistralmente il linguaggio della musica classica alla psicologia dei personaggi: anche quelli minori hanno arie memorabili a loro appositamente dedicate. Melodie eleganti, modulazioni ricercate e un uso drammatico delle tonalità servono a rappresentare stati d’animo, differenze sociali e trasformazioni interiori. Gli archi accompagnano i momenti più intimi e delicati, mentre i fiati colorano le sfumature emotive; i corni, ad esempio, diventano simbolo ironico del marito tradito.

Un grande capolavoro di musica, comicità e umanità

Superate le naturali resistenze iniziali, l’opera venne accolta positivamente. Alla prima viennese il pubblico chiese diversi bis, tanto che l’imperatore dovette emanare un ordine per limitarli e contenere la durata dello spettacolo. La stampa, dopo alcune esitazioni, lodò la partitura come un capolavoro di arte e ingegno. Pochi mesi dopo, Le nozze di Figaro trionfò a Praga, dove l’entusiasmo del pubblico spinse Mozart a recarsi di persona per dirigere l’opera: fu da quel successo che nacque la commissione per Don Giovanni.

Il fascino dell’opera risiede nella sua umanità: Mozart non giudica, ma comprende e nobilita ogni personaggio, dal servo al nobile, dal buffo al malinconico. È per questo che Le nozze di Figaro è ancora oggi considerata una delle più grandi opere di tutti i tempi, lodata da musicisti come Haydn, Brahms e Verdi, e amata dal pubblico per la perfetta fusione di comicità, sentimento e verità umana.

Consigli d’ascolto:

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Immagine: Wikimedia

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