Breve analisi della ‘Bohème’ di Puccini

La Bohème‘ di Giacomo Puccini è un’opera che ha suscitato grande interesse critico per le sue innovazioni strutturali, drammatiche e musicali. Con la ‘Bohème’ Puccini è riuscito a liberarsi da certe artificiosità del genere operistico, optando per qualcosa di più semplice e naturale, assai diverso da ciò che il pubblico era abituato a vedere.

Una storia di ‘gente come noi’

La Bohème‘ porta in scena uno spaccato di vita contemporanea, qualcosa di rivoluzionario per l’epoca. L’originalità dell’opera risiede innanzitutto nella scelta del soggetto: trasponendo le Scènes de la vie del Bohème di Henri Murger, ci fa entrare in un mondo del tutto antieroico e di ambientazione borghese; questa si dimostrà una scelta davvero moderna e coraggiosa, poiché mai prima di allora si era rappresentata sulla scena lirica la vita d’ogni giorno.

Racconta una storia romantica e molto commovente, ma non mancano momenti comici, degni dell’opera buffa. In effetti, il pianto e il riso si alternano spesso, proprio come nella vita vera. La ‘Vie de Bohème’ ci mostra ora suo volto allegro, fatto di giovinezza, amicizia, allegria, scherzi, amore ed entusiasmo, ora quello più cupo, segnato da povertà, malattia, freddo, stenti, angoscia, dolore e morte.

Il libretto dell’opera, ricco di momenti vivaci, di intimità incantevole, di nostalgia e di tristezza, fa esprimere I personaggi con un linguaggio semplice e diretto, senza aulicità o infingimenti; ciò contribuisce al realismo delle situazioni, facilitando l’immedesimazione dello spettatore.

La Bohème è l’opera del tempo che passa

In quest’opera non c’ è un personaggio cattivo; il ‘nemico’ è la malattia di Mimì, e il tempo che passa, di cui lei rimane vittima: Mimì vive, ama, si ammala, muore; è il personaggio più dinamico, su cui verte tutta la narrazione. La Bohème è l’opera del tempo che passa, del passato a cui non si può più tornare. Puccini ci rende consapevoli di questo aspetto del tempo che passa ricorrendo, in musica, alla tecnica delle reminiscenze, ovvero periodicamente ripropone i motivi musicali che ci aveva fatto sentire in precedenza, facendoci tornare con la mente a certi momenti ben precisi del passato della vita dei protagonisti.

Un’opera ‘cinematografica’

La trama della ‘Bohème’ non segue una sequenza lineare di eventi, ma presenta una serie di situazioni che si susseguono come in un caleidoscopio. Una delle innovazioni del libretto è proprio la suddivisione in “quadri” anziché in atti e scene.
Ogni quadro non segue la tipica separazione tra recitativo e arie liriche, ma utilizza una versificazione flessibile che stimola una sintassi musicale non periodica. La musica, in pratica, tende a modularsi sulle esigenze drammatiche, in perfetta armonia con eventi e situazioni rappresentate sulla scena.
Questo ‘gioco per inquadrature’ che si soffermano a delineare personaggi e situazioni già prefigura l’elemento caratteristico della nuova arte che si svilupperà nel ‘900, il cinema; in effetti la storia della ‘Bohème’ è stata in seguito abbondantemente raccontata in molte pellicole cinematografiche, già ai primi tempi del cinema muto.


Personaggi e ruoli:

Tra i punti di forza della Bohème‘ ci sono certamente i personaggi ben caratterizzati:

  • Rodolfo: scrittore e poeta, fin da subito appare come il più idealista e sognatore dei quattro amici; è un ruolo che richiede al tenore le doti del fraseggio e del legato; non è neessario che forzi il suo registro; la parte non scende mai nel registro grave; sale spesso verso il Si, ma gradualmente.
  • Mimì: La grisette è un personaggio sfaccettato e particolarmente versato nel genere patetico, ma per nulla incline al comico, in armonia con la cattiva salute che ne mina l’esistenza sin dal suo ingresso nella soffitta. L’interprete ideale è un soprano lirico.
  • Musetta: i suoi modi da sensuale coquette e donna di mondo fanno da contraltare alla semplicità di Mimì. il suo canto è frequentemente caratterizzato da motivi brillanti, sensuali e civettuoli, oppure capricciosi, piccati e stizziti. Normalmente è interpretata da un soprano lirico-leggero, anche se nell’ultimo quadro tocca vertici drammatici notevoli, con la voce che assumere a per lunghi periodi il registro grave.
  • Marcello: pittore dal carattere esuberante, reso ottimamente nella sua tessitura, quasi sempre vincolata ai primi acuti, con frequenti puntature (=prolungamenti della durata di una nota o di una pausa.)
  • Schaunard: è il musicista del gruppo, e si distingue sia nei momenti di allegria collettiva che in quelli più dolorosi. È Schaunard che, nel finale dell’opera, constata la morte di Mimì, pronunciando la commossa diagnosi sulla sua salute: «fra mezz’ora è morta». Il suo ultimo dono alla sartina morente è un atto di grande delicatezza: uscire dalla soffitta al freddo, lasciandola sola con il suo amato per l’ultima volta. L’interprete ideale è un baritono lirico con frequenti incursioni nell’espressione di mezzo-carattere.
  • Colline, il filosofo, è un personaggio che appare più freddo e razionale degli altri; la sua passione sono i libri, il sapere, la poesia; ma nel finale compie un atto di grande generosità, impegnando la sua «Vecchia zimarra», a cui è molto legato, per contribuire alle spese per aiutare Mimì. Una parte di basso che ha giustamente attratto tutti i più grandi interpreti.

La poesia delle ‘piccole cose’

Puccini è spesso definito il “poeta delle piccole cose“. Non sceglie soggetti solenni e magniloquenti; i suoi personaggi sono umili, piccoli eroi borghesi. Descrive il loro mondo fatto di oggetti quotidiani, anche loro protagonisti delle loro gioie e dolori: quadri, caminetti, sedie, chiavi, ecc sono spesso menzionati nei dialoghi e nelle descrizioni, segnando una rottura con le opere romantiche che preferivano dettagli più astratti e raffinati.
È proprio attraverso queste ‘piccole cose‘ che Puccini riesce a descrivere così bene la psicologia dei suoi personaggi, dandogli spessore e concretezza: oggetti semplici come il manicotto, la cuffietta rosa di Mimì o la vecchia zimarra di Colline diventano grandi, perché hanno tutto un mondo da raccontare; sono pieni di valenze simboliche, ma concreti, e lo spettatore li ricorda con affetto.

La Fine di un’Epoca

Con ‘ La Bohème‘, Puccini offre uno scorcio sul secolo che stava per tramontare, l’Ottocento. La morte di Mimì rappresenta la fine di un’epoca storica e la fine di una sorta di ‘giovinezza collettiva’, quella del cuore, che crede nei sogni, nella speranza e negli ideali. È per questo che quest’opera continua a commuovere spettatori di tutte le generazioni.

La Musica nella “Bohème”

“La Bohème” si distingue per la ricchezza delle sue melodie, la finezza e chiarezza dello stile, e la solida e raffinata struttura armonica. Per raggiungere questo risultato, Puccini sfrutta la sua sensibilità e le sue doti di fine orchestratore, che gli permettono di raccontare, descrivere, quasi ‘dipingere’ con la musica. Ecco alcune tecniche che adotta frequentemente nella ‘Bohème’:

  • Gestisce abilmente i volumi per rendere i dialoghi tra i personaggi perfettamente udibili, aggiungendo emozioni attraverso il timbro degli strumenti.
  • Usa molto più spesso del solito i sordini, dispositivi che attenuano o modificano il suono degli strumenti, dando loro una sfumatura più particolare e affascinante.
  • Può usare strumenti puri, come il flauto e l’oboe, associandoli a specifici personaggi come Rodolfo e Musetta.
  • Sa creare sapienti miscele di suoni per evocare particolari atmosfere, come l’accordo gelido che segnala la morte di Mimì nel quarto quadro: qui, legni e corni suonano pianissimo, mentre un piatto è percosso solo con la mazzuola, creando un effetto sonoro unico e toccante.
  • Crea effetti sonori con gli strumenti, come la scena in cui Rodolfo brucia il suo manoscritto: in questo caso, l’arpa rende l’idea del continuo movimento delle fiamme, mentre l’impatto dei fogli con il fuoco è reso con due battute in fortissimo, che poi gradualmente si attenuano per suggerirne la consunzione.
  • Descrive con la musica i piccoli moti dell’animo umano; le melodie dell’amore tra Mimì e Rodolfo sono particolarmente ricche di sfumature, tese a rendere fedelmente tutte le loro emozioni: tramite la musica e il gioco di rimandi possiamo sapere anche ciò che i personaggi non dicono a parole, ma pensano, ricordano o sentono dentro il loro cuore.
  • Con sensibilità coloristica, riesce a descrivere atmosfere, paesaggi e personaggi di scena: nel secondo quadro restituisce con vivo realismo l’atmosfera natalizia delle strade parigine; cattura tutto come la cinepresa di un regista, mettendo a fuoco volti, situazioni e quadretti quotidiani, facendol sentire lo spettatore parte della scena. Altro esempio: ad inizio del quarto atto rende l’atmosfera di una triste mattina invernale con un lungo pedale di quinta bassa, su cui i flauti lasciano cadere le loro gelide quinte parallele.
  • Fa un uso frequente di reminiscenze musicali e leitmotif. Un leitmotiv è un tema musicale ricorrente associato a un personaggio, un’idea o una situazione, che aiuta a legare insieme diversi momenti dell’opera; Wagner è stato il primo a fare grande uso di leitmotif nelle sue opere, e Puccini, grande ammiratore di Wagner, ha fatto lo stesso.
    Ogni personaggio della ‘Bohème’ ha il suo particolare leitmotif musicale, che compare quando lui entra in scena, quasi ‘annunciandolo’.
    Ripetendo questi temi musicali ricorrenti, Puccini riesce a collegare presente e passato, felicità e dolore, dando vita così ad un tessuto musicale denso e mutevole e ad effetti particolari di ricordo, reminiscenza, nostalgia.

‘La Bohème ‘riesce così a trasportare gli ascoltatori in un viaggio emozionante attraverso le gioie e i dolori dei suoi personaggi. Ogni rappresentazione di quest’opera continua a commuovere e affascinare il pubblico, rendendo “La Bohème” un classico intramontabile del teatro lirico.


Per approfondire:

Michele dall’Ongaro racconta la Bohème (puntata di ‘Petruska’): https://www.raisport.rai.it/dl/raiSport/media/ContentItem-29146a4a-d2b0-4efa-a714-f54bfa980dc0.html

Qui sotto il video con la lezione del Maestro Fabio Sartorelli:

La lezione sulla ‘Bohème’ di Giovanni Bietti:

Per saperne di più, vedi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *