Quando men vo soletta per la via,
La gente sosta e mira
E la bellezza mia tutta ricerca in me...
Opera: La Bohème
Musica: Giacomo Puccini
Libretto: Giuseppe Giacosa e Luigi Illica,
[Atto II, scena 8]
Musetta ha già ha provato in tutti i modi ad attirare l’attenzione di Marcello, il suo ex amante che vorrebbe riconquistare; lui però, seduto a un tavolo del Café Momus con gli amici, si ostina a non degnarla di uno sguardo. Allora lei si risolve infine a giocare la carta della seduzione: intona perciò questo voluttuoso valzer lento (noto appunto come ‘valzer di Musetta’, con il preciso scopo di attirarlo di nuovo a sé ricordandogli la sua bellezza e sensualità; nella parte iniziale la ragazza descrive l’effetto del proprio fascino sugli uomini, e negli ultimi versi si rivolge direttamente a Marcello.
Il valzer di Musetta viene eseguito in modo da essere percepito quasi come un ‘quadro a se stante’, e ha avuto molto successo anche al di fuori del contesto operistico, diventando negli anni un brano eseguito da vari musicisti.
La musica di quest’aria trae origine da un motivo che Puccini aveva in precedenza composto al pianoforte, ispirato, durante una delle sue battute di caccia vicino al lago di Massaciuccoli, dall’immagine di una barca cullata dalle onde. Questo motivo era stato destinato ad una cerimonia militare (la consegna della bandiera di combattimento per la nave da guerra “Re Umberto”).
Poi però a Puccini venne in mente di riadattarlo in chiave operistica per la scena di Musetta. Per i testi inviò al librettista Giuseppe Giacosa il verso “Coccoricò, coccoricò bistecca“, che aveva come unico scopo quello di suggerire la traccia ritmica, da cui poi nacque l’incipit “Quando men vo, quando men vo soletta”.
Era abitudine di Puccini inviare ai librettisti dei versi maccheronici e bislacchi come questo per esemplificare ritmo e metrica dei versi, e spesso loro si infastidivano, sentendosi presi poco sul serio nel loro mestiere.
Quando men vo
-Testo
Quando men vo soletta per la via,
La gente sosta e mira
E la bellezza mia tutta ricerca in me
Da capo a pie’…
Ed assaporo allor la bramosia
Sottil, che da gli occhi traspira
E dai palesi vezzi intender sa
Alle occulte beltà.
Così l’effluvio del desìo tutta m’aggira,
Felice mi fa!
E tu che sai, che memori e ti struggi
Da me tanto rifuggi?
So ben le angoscie tue non le vuoi dir,
Ma ti senti morir!
Quando men vo
-English translation
When I go all by myself through the street,
People stop and look,
and everyone looks at my beauty
from head to foot…
And therefore I savor the subtle desire
which emanates from their eyes,
and from the obvious charms is understood
the hidden beauty.
Like this the flood of desire surround me,
it makes me happy!
And you who know, so that memory is tearing you up
Why do you fly from me so much again?
I know very well that you don’t want to speak about your agony,
But you feel yourself dying!
File audio:
Sul sito ‘Internet Archive’ puoi trovare alcuni file audio gratuiti di quest’aria.
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