Porgi, amor, qualche ristoro
al mio duolo, a’ miei sospir...
Opera: Le nozze di Figaro
Musica: Wolfagang Amadeus Mozart
Libretto: Lorenzo Da Ponte
[Atto II]
Ecco, questa è la prima volta che vediamo la Contessa... Finora si è parlato di lei, ma ancora non si era vista; Lorenzo Da Ponte colloca il suo ingresso all’inizio del secondo atto (a differenza della commedia di Beaumarchais dove compariva già nel primo), per dare maggior rilievo al personaggio.
La Contessa, da tempo trascurata dal marito, vive una profonda malinconia e desidera soltanto ritrovare l’amore perduto.
Mozart traduce questo stato d’animo in una delle sue arie più toccanti, “Porgi amor qualche ristoro”: è una cavatina unisce eleganza, semplicità e tristezza in modo perfetto. Il brano è una preghiera che la Contessa, nella solitudine e intimità della sua stanza, rivolge all’Amore in persona, affinché le restituisca l’affetto del marito.
Mozart accompagna la voce con un delicato dialogo tra archi e clarinetti, creando un’atmosfera di raffinata malinconia. In poche battute, riesce a rendere la nobiltà e la fragilità di una donna ferita, ma ancora capace di sperare nell’amore.
Porgi amor qualche ristoro -Testo
Porgi, amor, qualche ristoro
al mio duolo, a’ miei sospir.
O mi rendi il mio tesoro,
o mi lascia almen morir.
Porgi amor qualche ristoro
-English translation
O love, bring some relief
To my sorrow, to my sighs;
O give me back my loved one
Or in mercy let me die.
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