Che gelida manina!
Se la lasci riscaldar.
Cercar che giova? Al buio non si trova...
Opera: La Bohème
Musica: Giacomo Puccini
Libretto: Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
[Atto I, scena 8] Continuando a cercare a tastoni nel buio la chiave che Mimì ha perso, Rodolfo incontra casualmente la mano della ragazza, e notando che è fredda, si offre di riscaldarla. Inizia così “Che gelida manina“, l’aria d’amore forse più famosa di tutta l’opera.
Rodolfo dichiara che ormai cercare la chiave è inutile, al buio non si può certo sperare di trovarla. Tanto vale chiacchierare un po’ al chiar di luna!
Come prima cosa, si presenta: lui è un poeta, un sognatore, un’anima sensibile e romantica; non ha ricchezze materiali, ma è comunque ricco di immaginazione e fantasia. Poi accenna alla speranza d’amore che ha invaso il suo animo all’apparire di Mimì.
Il suo parlare semplice, sincero e appassionato contribuisce senz’altro al successo di quest’aria; nel suo discorso si alternano vari toni e sentimenti: dall’esuberanza giovanile, dall’orgoglio per la sua professione di poeta, passa ai toni sommessi, lievi e carezzevoli dell’amore quando si rivolge a Mimì.
“Che gelida manina” appare semplice, ma in realtà presenta notevoli difficoltà tecniche: ci sono molti acuti, con passaggi dal registro medio all’acuto; in alcuni punti il tenore deve fraseggiare in zona decisamente acuta (es: “Chi son e che faccio”). Sulla parola ‘Speranza’ Puccini ha inoltre previsto l’emissione del famoso ‘Do di petto‘, con funzione espressiva, per dare slancio a questo passaggio.
Difficile è anche rendere vocalmente tutta la vasta gamma di sfumature tonali e fluttuazioni ritmiche indicate nella partitura (piano, pianissimo, dolcissimo, rallentando, affrettando, allargando, poco ritardando, con molta espressione, con anima stentando, ecc); ma sono questi passaggi che rendono il brano così espressivo e coinvolgente, nonché un esempio lampante dello stile discorsivo del canto pucciniano.
La voce ideale per interpretare quest’aria è quella del tenore lirico, una via di mezzo tra il tenore di grazia e il tenore drammatico. Interpreti eccellenti sono stati Luciano Pavarotti e Lauri Volpi.
CHE GELIDA MANINA
– testo
Che gelida manina!
Se la lasci riscaldar.
Cercar che giova? Al buio non si trova.
Ma per fortuna è una notte di luna,
e qui la luna l’abbiamo vicina.
Aspetti, signorina,
le dirò con due parole
chi son, che faccio e come vivo. Vuole?
Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d’amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.
Ma il furto non m’accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!
Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?
CHE GELIDA MANINA
-English translation
How cold your little hand is!
Let me warm it for you.
What’s the use of searching? We’ll never find it in the dark.
But luckily there’s a moon,
and she’s our neighbour here.
Just wait, my dear young lady,
and meanwhile I’ll tell you in a word
who and what I am. Shall I?
Who am I? I’m a poet.
My business? Writing.
How do I live? I live.
In my happy poverty
I squander like a prince
my poems and songs of love.
In hopes and dreams
and castles?in?air,
I’m a millionaire in spirit.
But sometimes my strong?box
is robbed of all its jewels
by two thieves: a pair of pretty eyes.
They came in now with you
and all my lovely dreams,
my dreams of the past,
were soon stolen away.
But the theft doesn’t upset me,
since the empty place was filled
with hope.
Now that you know me,
it’s your turn to speak.
Who are you? Will you tell me?
File audio:
Sul sito ‘Internet Archive’ puoi trovare alcuni file audio gratuiti di quest’aria.
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