Di cosa parla La Bohème, l’opera di Giacomo Puccini?
La Bohème racconta le vicende di un gruppo di giovani artisti bohémien che vivono a Parigi e affrontano le sfide dell’amore, della povertà e della malattia, culminando nella tragica morte della fragile Mimì.
Ecco un breve riassunto:
A Parigi, in una fredda soffitta del Quartiere Latino vive un gruppo di giovani artisti bohémien: lo scrittore Rodolfo, il pittore Marcello, il filosofo Colline e il musicista Schaunard; sono poveri, ma si aiutano e confortano da buoni amici. La vigilia di natale decidono di cenare fuori, ma proprio allora Benoit, il padrone di casa, si presenta a riscuotere l’affitto; con uno stratagemma riescono a mandarlo via, e poi si avviano al Café Momus.
Rodolfo, attardatosi qualche momento per finire di scrivere un articolo, sente bussare alla porta la sua vicina, la dolce fiorista Mimì, venuta a chiedergli un favore. I due giovani fanno conoscenza e ben presto si scoprono innamorati.
Rodolfo porta Mimì al Café Momus e la presenta ai suoi amici; ma il clima si fa teso per l’arrivo di Musetta, l’ex amante di Marcello, che ora si accompagna all’anziano e ricco Alcindoro. Musetta cerca in tutti i modi di farsi guardare da Marcello; lui vorrebbe resisterle, ma alla fine la loro passione si riaccende.
Successivamente la relazione tra Rodolfo e Mimì entra in crisi; Mimì cerca consiglio da Marcello, rivelandogli che Rodolfo è tormentato dalla gelosia; parlando con lui però, Marcello capisce che in realtà ciò che angoscia l’amico è la paura che Mimì, la cui salute è fragile, possa morire se continua a stare con lui in quella fredda soffitta. Chiarita la situazione, Mimì e Rodolfo concordano che rimarranno insieme fino a primavera, e poi si lasceranno.
Il tempo passa, e Rodolfo e Marcello, entrambi separati dalle loro donne, soffrono molto per amore; mentre gli amici cercano di rallegrarli un po’, tutto d’un tratto entra Musetta, chiedendo aiuto per Mimì, che è gravemente malata. Rodolfo corre subito a soccorrerla; la ragazza è felice di essersi riunita finalmente a Rodolfo, ma si spegne quietamente di lì a poco, tra la commozione di tutti.

Trama estesa e dettagliata dell’opera:
Quadro I
È la vigilia di Natale e a Parigi, in una fredda soffitta nel Quartiere Latino, il pittore Marcello sta dipingendo un quadro sul passaggio del Mar Rosso (Questo Mar Rosso), mentre il suo amico, il poeta Rodolfo sta tentando di scrivere; ma il freddo è così pungente che Rodolfo, pur di avere un po’ di tepore, in mancanza di legna si risolve a dar fuoco ad uno dei suoi drammi. Nel frattempo nella povera dimora sopraggiungono altri due amici: il filosofo Colline, che si lamenta del fatto che la vigilia di Natale nessuno concede prestiti, e il musicista Schaunard, che invece è lieto di aver finalmente guadagnato qualche soldo e propone agli amici di andare a cena fuori.
Inaspettatamente bussa alla porta il padrone di casa Benoit, che vorrebbe riscuotere i soldi dell’affitto. I quattro behémien lo accolgono gioiosamente, lo fanno bere, gli strappano delle confidenze, e quando lui ammette di essere infedele alla moglie, fingono indignazione e lo cacciano via senza dargli neanche un quattrino.
Contenti di essersi liberati di lui, gli amici si avviano verso il Café Momus; Rodolfo dice agli altri di andare pure avanti, lui li raggiungerà non appena avrà finito di scrivere il suo articolo. Di lì a poco sente bussare alla porta Mimì, la sua vicina: siccome scendendo le scale le si è spento il lume, gli chiede per cortesia di poterlo riaccendere con il suo. Rodolfo nota che la ragazza è pallida e infatti di lì a poco sviene. Ripresasi, sta per andar via, ma si rende conto di aver smarrito le chiavi e torna indietro a cercarle; Rodolfo la aiuta, ma a causa della corrente d’aria d’un tratto entrambe le loro candele si spengono, e i due si ritrovano a cercare al buio, finché le loro mani non si incontrano; Rodolfo sente che la mano di Mimì è fredda (Che gelida manina), e si offre di scaldarla; in realtà lui la chiave l’ha trovata, ma se l’è messa in tasca senza dir nulla, giusto per poter stare ancora un po’ a chiacchierare con Mimì al chiar di luna. Dopo essersi presentato a lei parlandole della sua vita di scrittore e poeta, povero ma pieno di sogni e fantasia, Rodolfo invita anche Mimì a raccontargli qualcosa della sua vita; Mimì si presenta con semplicità (Sì, mi chiamano Mimì): vive anche lei in povertà, traendo gioia dalle piccole cose, come i fiori, la poesia e il sole di primavera. Conquistato dalla sua dolcezza, Rodolfo si dichiara a lei (O soave fanciulla), e tra i due nasce l’amore.
Gli amici chiamano Rodolfo da fuori; lui vorrebbe trattenersi ancora con Mimì, ma lei gli propone piuttosto di accompagnarlo, e così escono insieme.
Quadro II
Le vie della città sono in piena atmosfera natalizia, con la folla vociante e festante e le bancarelle dei venditori ambulanti. Rodolfo compra a Mimi una cuffietta rosa, che a lei piace molto; una volta raggiunti gli amici al Café Momus, Rodolfo presenta loro Mimì, e tutti insieme si siedono ad un tavolo all’aperto.
L’atmosfera si fa un po’ tesa quando nel locale arriva anche Musetta, l’ex amante di Marcello, ora in compagnia di Alcindoro, un attempato e benestante nuovo ammiratore. Marcello cerca di ignorarla, ma lei è determinata ad attirare la sua attenzione (Quando men vo), facendo nel frattempo disperare Alcindoro, che vorrebbe da lei un comportamento più composto. Per liberarsi di lui, col pretesto di avere una scarpa che le fa male un piede, lo manda dal calzolaio. Marcello non riesce più a resisterle e tra loro si riaccende la passione. Musetta se ne va con i bohémien, i quali però non hanno soldi per pagare il conto; allora Musetta lascia detto al cameriere di mettere tutto sul conto di Alcindoro, il quale, una volta tornato, non trova più nessuno.
Quadro III
È passato qualche tempo; Mimì va a trovare Marcello (Marcello, finalmente), che ora lavora come ritrattista in una taverna dove Musetta si esibisce come cantante; gli confida che il suo rapporto con Rodolfo è in crisi a causa della sua eccessiva gelosia. Marcello le dice cercherà di far ragionare Rodolfo, e che anche lui con Musetta ha problemi perché fa la civetta con tutti. Intanto Rodolfo, che ha passato la notte alla locanda, sta proprio venendo incontro a Marcello per confidarsi anche lui con l’amico. Mimì allora si nasconde e ascolta non vista la loro conversazione. Rodolfo dapprima dice che vuole interrompere la relazione con Mimì a causa del suo comportamento leggero; ma poi, incalzato dall’amico, confessa che il vero motivo per cui vuole separarsi da lei è un altro: la salute di Mimì sta peggiorando di giorno in giorno, e se continua ad abitare in quella fredda soffitta con lui, teme che presto morirà di tisi senza che lui, povero com’è, possa far nulla per evitarlo. Mimì molto turbata da questa rivelazione sulla gravità della sua malattia, si lascia sfuggire un colpo di tosse e rivela così la sua presenza; lei e Rodolfo si chiariscono e, vista la situazione, decidono che è meglio separarsi (D’onde lieta uscì); tuttavia poiché lasciarsi in inverno è troppo triste, decidono di rimandare a primavera (Dunque è proprio finita?).
Nel frattempo Marcello, sentendo la risata di Musetta, si precipita nella taverna per vedere con chi stia flirtando; i due litigano e Musetta se ne va.
Quadro IV
Qualche mese dopo Rodolfo e Marcello, ritornati a vivere nella vecchia soffitta, tentano di scrivere e di dipingere, ma sono troppo addolorati per la fine delle loro storie d’amore. Rodolfo dice a Marcello che ha visto Musetta in un coupé; Marcello gli racconta che ha visto Mimì in carrozza vestita come una regina; entrambi simulano contentezza, ma in realtà si struggono di nostalgia. Schaunard e Colline arrivano con qualche provvista e gli amici improvvisano un magro pranzo, facendo scherzi e battute, come loro abitudine, per tenersi su di morale.
improvvisamente Musetta entra chiedendo aiuto per Mimi, che è con lei ma troppo malata per salire le scale; spiega che l’ha trovata che vagava per la strada, desiderosa unicamente di tornare a morire vicino a Rodolfo. Rodolfo si precipita ad aiutarla; viene portata dentro e fatta distendere. Musetta mette a disposizione i suoi averi per pagarle le medicine e poi va con Marcello a comprarle un manicotto, per soddisfare il suo desiderio di poter avere finalmente le mani calde. Colline invece va ad impegnare il suo vecchio amato cappotto (Vecchia zimarra, senti) per contribuire anche lui alle spese.
Mimì, quando tutti sono andati via (Sono andati? Fingevo di dormire), rinnova il suo amore a Rodolfo; Rodolfo le mostra la cuffietta rosa che ha sempre conservato in sua memoria; entrambi ricordano con commozione il loro primo incontro e la felicità passata;
Gli amici tornano con le medicine e il manicotto. Mimi è felice e ringrazia tutti, ma è debole, e si assopisce; Rodolfo si illude che possa riprendersi, e Musetta prega per lei mentre prepara le medicine. Rodolfo si accorge che un raggio di sole entra dalla finestra e si affanna a schermare i vetri in modo che non infastidisca Mimì; ma purtroppo la ragazza si è già spenta quietamente, lasciando tutti nella disperazione.
Se vuoi leggere il libretto dell’opera, vedi ‘La Bohème’, libretto.
IMG: . Foto di scena posata dell’allestimento all’Opéra-Comique del 1898; regia di Albert Carré.
(immagine dal libretto d’opera, pag 33)